Nel 1811 il parco non faceva parte del piano regolatore della città.

Tra il 1821 e il 1855 però, New York ebbe un incremento demografico molto rapito. A causa dell’espansione della città, i newyorkesi si ritrovarono a disporre di pochi spazi aperti, per lo più cimiteri, per distrarsi dal rumore e dal caos della vita di città.

Già dal 1844 attraverso le pagine dell’Evening post (ora New York Post), l’editore della testata William Cullen Bryant aveva espresso la necessità di un grande parco.

Tale necessità fu sostenuta anche dal primo architetto paesaggista americano Andrew Jackson Downing.

Nel 1853 la città designò un’area di 700 acri (2,8 km²), partendo dalla 59esima alla 106esima strada per la creazione di un parco che sarebbe costato complessivamente 5 milioni di dollari.

Prima della realizzazione del parco, circa 1600 operai residenti furono fatti sgomberare. La maggior parte di essi erano poveri immigrati tedeschi, irlandesi e afroamericani che vivevano in piccole comunità come Seneca Village, Harsenville, il Piggery District o il convento delle Sister of Charity.

Nel 1857 il comune mise a gara il progetto architettonico e vinsero Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux.

Lo stato di New York assegnò alla Central Park Commission la supervisione dei lavori per lo sviluppo del parco.

Il paesaggista Olmsted e l’architetto inglese Vaux svilupparono il cosiddetto “Greensward Plan”, che vinse il concorso di design paesaggistico indetto dalla Central Park Commission.

Secondo Olmsted, il parco era un’opera d’importanza storica essendo il primo vero parco di questo secolo.

Il progetto fu influenzato da molte fonti tra le quali spiccano i cimiteri di Mount Auburn (Cambridge, Massachusetts) e Green-Wood (Brooklyn, New York) quali esempi di paesaggio naturalistico idilliaco.

Le più importanti innovazioni nel progetto furono le vie di circolazione pedonale, a cavallo e altri veicoli. Difatti le vie dedicate al traffico furono realizzate a un livello più basso rispetto al parco ed il più possibile nascoste in modo da non distruggere lo scenario naturalistico.

Il piano di sviluppo prevedeva la realizzazione di ben 36 ponti, disegnati da Vaux, tra cui alcuni realizzati in materiale grezzo (ardesia di Manhattan o granito) ed altri in stile neo-gotico in ferro e comunque tutti diversi l’uno dall’altro.

Durante la realizzazione del progetto, Olmsted si scontra costantemente con la commissione per il parco, nella quale erano presenti molte persone incaricate dai Democratici di New York.

Nel 1860, Olmsted fu licenziato per la prima di innumerevoli volte dalla sovraintendenza lasciando il suo posto ad Andrew Haswell Green, già presidente della commissione sull’educazione per la città di New York.

Nonostante la sua poca esperienza, Green accelerò la costruzione del parco, inclusa la trattativa per estendere la sua superficie di altri 65 acri verso nord, che con le sue zone piene di acquitrini sarebbe diventato una volta dragato e ricostruito l’Harlem Meer (lago).

Tra il 1860 e il 1873 furono bypassati molti dei principali ostacoli. Durante questo periodo furono portati dal New Jersey 14000 metri cubi di terreno agricolo poiché la terra presente sul posto non era di buona qualità.

Nel 1963 Central Park, viene riconosciuto come sito di interesse storico nazionale (National Historic Landmark).

Attualmente il parco è gestito dal Central Park Conservancy su concessione del governo cittadino. Il Central Park Conservancy è un ente senza scopo di lucro che impiega l’80% del staff addetto alla manutenzione del parco.

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