La quantità di finti prodotti “made in italy” nel settore agroalimentare degli USA è un fenomeno noto ormai da moltissimi anni. Nonostante i tentativi di contrastare tale fenomeno da parte delle autorità garanti di marchi e provenienza dei prodotti, si è riusciti, ad oggi, a mala pena a contenere il fenomeno all’interno degli Stati Uniti.

Ultimamente pare che gli Stati Uniti vogliono invadere il mercato europeo e italiano con le imitazioni a stelle e strisce delle specialità nazionali, mettendo in pericolo una “Dop Economy Made in Italy” che vale attualmente 16,6 miliardi di euro.

L’allarme è stato lanciato da Coldiretti e Filiera Italia durante il Summer Fancy Food di New York, evento fieristico internazionale dedicato alle specialità alimentari a New York presso il Javits Center, inaugurato domenica scorsa dall’ambasciatrice Mariangela Zappia.

I commercianti statunitensi si stanno muovendo con due strategie parallele. Da una parte non riconoscono il diritto dei venditori italiani a vedere tutelati dalle imitazioni negli USA prodotti come il Parmigiano Reggiano Dop o il Prosciutto di Parma, allo stesso tempo si muovono affinchè sui mercati europei si possano vendere in piena libertà prodotti con nomi che richiamano esplicitamente le specialità più note dell’Italia bypassando ogni riconoscimento di qualità e tutela del vero made in italy.

Gli esempi sono tanti: dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all’asiago, dal parmesan al romano ottenuto senza latte di pecora, fino alla mortadella bologna.

Indipendentemente dal comportamento fraudolento da parte dei produttori “furbetti” statunitensi, tali prodotti, oltre a non aver nulla di italiano, risultano essere di scarsa qualità, dai sapori ben lontani dagli originali.

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