Dopo una lunga ed incerta notte elettorale (alle 5 del mattino ora italiana) il candidato democratico Barak Obama ha infine confermato tutti i sondaggi diventando il 44° presidente degli Stati Uniti d’America e primo presidente nero ad insediarsi alla Casa Bianca.

L’affluenza record ha allungato le code ai seggi e ha reso più lento lo spoglio dei suffragi, ritardando l’annuncio della vittoria del candidato democratico. Evento storico questo destinato a segnare una grande svolta storica paragonabile a quando venne eletto un papa polacco (con la ventata di nuovo che comportò), Giovanni Paolo II, dopo secoli di pontefici italiani.

Grande protagonista della campagna elettorale, dopo aver vinto la nomination del partito democratico, Obama ha vinto la sfida  contro il candidato repubblicano John McCain.

E’ stata una campagna elettorale davvero dura e aspra ma molto interessante dal momento che le primarie sono state vinte da due candidati che non erano tra le “teste di serie” dei rispettivi partiti. Una campagna elettorale condotta più di qualsiasi altra tramite i nuovi media. Televisione ed internet sono stati i canali di informazione più utilizzati.

Obama ha addirittura fatto mandare in onda un documentario (a sue spese) che illustrava il suo programma su tutte le reti televisive maggiori negli orari di punta.

Obama si  è messo allo stesso livello dei suoi elettori, condividendo con loro le sue esperienze creando con loro una sorta di legame che ha fatto si che tutti si sentissero uniti e parte di un grande e possibile cambiamento riunendo così diverse frange della minoranza americana.

Ha vinto dunque la volontà di cambiamento e di rinnovamento che ha mobilitato le masse dalla parte di Obama grazie anche alla sua grande capacità oratoria. Questo è dato anche dal fatto che la crisi economica dell’ultimo mese ha messo quasi tutti contro McCain, facendo si che si vedesse in Obama un’ancora di salvezza.

Possiamo anche dire che la sconfitta di McCain è figlia della cattiva fama di cui godeva Bush nel secondo periodo del suo mandato facendo così pendere la bilancia verso Obama.

La battaglia dei seggi ha subito una svolta importante una volta che la Pennsylvania prima e l’Ohio poi  è stata assegnata ad Obama contro tutte le previsioni(dato che tutti i i candidati che nella storia hanno vinto in Ohio sono poi diventati inquilini alla casa bianca).

Il primo passo da fare ora sarà quello di far combaciare le promesse della campagna elettorale con i fatti. Le questioni principali sono in primis la crisi economica (il dollaro subito in rialzo alla notizia dell’elezione di Obama), poi la guerra in Iraq, il terrorismo e l’assistenza sanitaria.

I democratici con Obama manterranno il potere per molto tempo salvo errori di gestione e se Obama riuscirà a mantenere questo suo carisma che ha saputo trascinare le masse. Resta il fatto che l’America ha scelto di essere rappresentata per la prima volta nella sua storia da un uomo afroamericano e questo è solo il più palese dei cambiamenti che questo nuovo corso implicherà.

La festa per la vittoria si è tenuta a Chicago al Grand Park con 75.000 persone all’interno del parco e con 2milioni all’esterno che avrebbero voluto sentire il discorso della vittoria da parte di Obama.

Prima de discorso del neopresidente, sul palco si sono avvicendati prima un sacerdote che ha pregato affinché Dio guidasse Obama nel suo incarico ed una cantante che ha intonato l’inno nazionale (eseguito sempre all’inizio di qualsiasi manifestazione pubblica negli Usa).

Nel suo discorso della vittoria pronunciato di fronte ai suoi sostenitori, Obama esordisce dicendo che il risultato di queste elezioni sono la prova che la democrazia è ancora viva. Aggiunge che gli americani hanno mandato un forte messaggio di rinnovamento al mondo.

Rinnova poi gli impegni della campagna elettorale venendo bloccato più volte dalla folla che urlava lo slogan della campagna elettorale “Yes we can”. Obama conclude dicendo che questo è il tempo in cui ci si deve impegnare e lavorare assieme per portare avanti il sogno americano. Dalle sue parole emana un messaggio di pace e di volontà di migliorare la situazione attuale.

Nel discorso di accettazione dei risultati dello spoglio, McCain ha elogiato il suo avversario congratulandosi per la sua vittoria. Ha chiesto inoltre ai suoi sostenitori di appoggiare Obama e di sostenerlo nelle sfide che dovrà affrontare poiché sono tutti cittadini americani e bisogna lavorare assieme per far progredire il paese.

Da oggi si apre una nuova fase per l’America e per il mondo intero, ora non resta che attendere il momento dell’insediamento ufficiale che avverrà il 20 gennaio 2009.

Il suo motto era “Yes we can” ma ora…..Yes, he did it.

Di admin

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